Dolci arabi, pasta greca e un gelato a colazione
La cucina che ha preso di più da chi è passato, e non ha restituito niente.
La cucina siciliana è la somma di tutte le dominazioni: i greci hanno portato l'olivo e la vite, gli arabi il riso, la canna da zucchero, gli agrumi, la pasta secca e le mandorle, gli spagnoli il pomodoro e il cioccolato. Il risultato è una cucina dove il dolce e il salato si incontrano più che altrove in Italia.
La colazione
In Sicilia d'estate si fa colazione con la granita e la brioche col tuppo: la granita non è una bibita ma un gelato d'acqua, fatta con mandorla, limone, gelso, caffè o pistacchio, e si intinge il pane dolce dentro. È l'unica colazione italiana che un nutrizionista disapproverebbe e che nessuno cambierebbe.

Il primo e il secondo
La pasta alla Norma, catanese, è con melanzane fritte, pomodoro e ricotta salata. La pasta con le sarde, palermitana, mette insieme sarde, finocchietto selvatico, uvetta e pinoli, ed è la ricetta araba più evidente dell'isola. Il cuscus di Trapani si fa con il pesce, e a San Vito Lo Capo ha un festival suo. La caponata è agrodolce e si mangia fredda.
I dolci
Il cannolo si riempie al momento, e se lo trovate già pieno cambiate bar. La cassata è pan di Spagna, ricotta, pasta reale e frutta candita, ed è nata in un convento. La frutta martorana è marzapane dipinto a mano che imita la frutta vera. Il cioccolato di Modica si lavora a freddo con una tecnica che viene dagli aztechi via Spagna.
Da bere
Il nero d'Avola è il rosso più diffuso; sull'Etna, su terreni vulcanici a mille metri, si fanno l'Etna Rosso di nerello mascalese e l'Etna Bianco di carricante, che sono fra i vini italiani più cercati degli ultimi vent'anni. Il Cerasuolo di Vittoria è l'unica denominazione garantita dell'isola. Poi ci sono il marsala e il passito di Pantelleria.