Un vulcano di tremilatrecento metri, e non è l'unico
Montagne a nord, altopiani a sud, e in mezzo una collina di grano.
La Sicilia sta dove la placca africana spinge sotto quella europea, e questo spiega quasi tutto il suo paesaggio: i vulcani, i terremoti che hanno riscritto interi pezzi di isola, le sorgenti calde, le isole che affiorano e spariscono. È la regione italiana con più vulcani attivi, e tre di questi hanno eruzioni ricorrenti.

L'Etna
È il vulcano attivo più alto d'Europa e cambia altezza a ogni eruzione: intorno ai tremilatrecentocinquanta metri. Occupa un quarto della provincia di Catania, ha centinaia di crateri laterali e sul fianco orientale si apre la Valle del Bove, una depressione larga cinque chilometri dove finisce quasi tutta la lava. È patrimonio Unesco dal 2013 ed è un parco regionale dal 1987.
Le montagne
Lungo la costa tirrenica corrono tre catene che continuano l'Appennino: i Peloritani sopra Messina, i Nebrodi con le faggete più estese della Sicilia, e le Madonie, dove il Pizzo Carbonara arriva a 1.979 metri ed è la cima non vulcanica più alta dell'isola. Sono tutte parchi regionali, e d'inverno ci nevica.
Le coste e le isole
Millecento chilometri di costa, di ogni tipo: falesie a picco nel messinese e nel trapanese, spiagge lunghissime nel ragusano e nell'agrigentino, scogliera lavica nera sotto l'Etna. Intorno ci sono cinque arcipelaghi: le Eolie, le Egadi, le Pelagie, più Ustica e Pantelleria, che sono isole singole. Lampedusa, geologicamente, appartiene già all'Africa.
L'interno
Fra le montagne e il mare c'è la Sicilia che quasi nessuno visita: colline di argilla coltivate a grano duro da tremila anni, paesi in cima ai rilievi, e pochissima acqua. In giugno è tutto giallo, in agosto è bruciato, e in inverno diventa verde per due mesi. Le zolfare che hanno segnato questo paesaggio sono chiuse da decenni.