Un'isola che ha avuto dieci padroni e li ha tenuti tutti
Cinque milioni di abitanti, nove province e la regione più grande d'Italia.
La Sicilia è stata greca, romana, bizantina, araba, normanna, sveva, angioina, aragonese, spagnola e borbonica, e di ognuno di questi passaggi ha tenuto qualcosa: una parola, un piatto, una cupola rossa, un modo di fare le cose. Non è una regione italiana con qualche influenza esterna: è un posto dove ogni influenza si è depositata sopra la precedente senza cancellarla.

Come è fatta
Un triangolo con tre punte: Capo Peloro verso la Calabria, Capo Passero a sud-est, Capo Lilibeo a ovest. Lungo il lato nord corrono i monti, che sono la continuazione dell'Appennino: Peloritani, Nebrodi e Madonie, con il Pizzo Carbonara a 1.979 metri. Il centro è collina di argilla e grano, il sud-est un altopiano calcareo, e a est c'è l'Etna, che non somiglia a niente altro.
Dove stanno i campeggi
Sono pochi e sparsi: qualcuno sulla costa ragusana fra Marina di Ragusa e Sampieri, alcuni nel trapanese verso San Vito Lo Capo, altri sulla riviera catanese e nel palermitano. In provincia di Agrigento e in quella di Enna non ce n'e nessuno. Conviene prenotare e verificare le aperture, perché molti fanno solo la stagione.
La Sicilia non è un'isola: è un continente piccolo.
Una cosa che si capisce dopo il terzo giorno di guida
Come organizzarsi
L'isola è grande davvero: da Trapani a Siracusa ci sono trecentotrenta chilometri, e le autostrade non coprono tutto. Conviene dividere il viaggio in due o tre basi, oppure sceglierne una e accettare di vedere meno. Con il camper i centri storici sono quasi tutti off limits, ma le aree di sosta sono diffuse.
L'estate è lunga e molto calda: da giugno a settembre nell'interno si superano regolarmente i quaranta gradi. Maggio, giugno e ottobre sono i mesi migliori per girare, e l'acqua è già buona da maggio.