Quattro giri, e non bastano
Da Trapani a Siracusa ci sono quattro ore e mezza: si fa base due volte.
In Sicilia si sbaglia quasi sempre nello stesso modo: si prenota una base sola e si passano le vacanze in autostrada. L'isola è grande come mezza Lombardia e le strade non sono tutte veloci. Meglio due basi, una a ovest e una a est, oppure accettare di vedere un quarto di isola per bene.
L'ovest greco e arabo
Da Trapani si va a Erice, che sta a settecento metri sopra la città e d'estate è l'unico posto fresco della zona, alle saline verso Marsala con i mulini e le montagne di sale, e a Segesta, dove un tempio dorico mai finito sta in mezzo alle colline senza niente intorno. Poco più giù c'è Selinunte, il parco archeologico più grande d'Europa.

Palermo e la costa nord
Palermo è una città stratificata: la cattedrale ha una facciata normanna e una cupola settecentesca, la Cappella Palatina ha mosaici bizantini e un soffitto arabo. Fuori città ci sono il duomo di Monreale e, lungo la costa, Cefalù, con la sua rocca e un altro duomo normanno. Tutto questo insieme è patrimonio Unesco dal 2015.
Il sud-est barocco
Nel 1693 un terremoto rase al suolo il sud-est dell'isola, e la ricostruzione produsse in cinquant'anni un insieme di città barocche costruite tutte insieme: Noto, Modica, Ragusa Ibla, Scicli, Palazzolo Acreide. Sono patrimonio Unesco dal 2002 e stanno tutte a mezz'ora l'una dall'altra.
L'Etna e la costa ionica
Dal mare si sale al Rifugio Sapienza a millenovecento metri, e da lì con la funivia e i fuoristrada si arriva vicino ai crateri; anche senza salire, i crateri Silvestri si girano a piedi in mezz'ora. Sotto ci sono Taormina, con il teatro greco che guarda l'Etna, e Catania, ricostruita in pietra lavica dopo il 1693.